Torino, 23 Aprile 2019

Azienda Agricola Scirocco: l’olio extravergine che ama la Sicilia

L’olio d’oliva rappresenta indubbiamente uno dei simboli della qualità alimentare italiana più noti nei cinque continenti, oltre a essere una delle produzioni più rappresentative: a livello mondiale, l'Italia copre mediamente il 15% della produzione globale, con una quota di esportazione pari al 20%. Quella del 2017 è per l’olivicoltura un’annata che, secondo le prime stime dall'Ismea, si dovrebbe attestare intorno alle di 320 mila tonnellate di produzione, che nonostante una stagione climaticamente non ottimale, segna una significativa ripresa rispetto all’anno precedente.

Fra i rappresentanti di tale settore di eccellenza, è presente a Gourmet Food Festival l’Azienda Agricola Scirocco, dinamica realtà siciliana che arriva a Torino con il suo olio extravergine di oliva, nella cui produzione spicca l’IGP Sicilia bland di Nocellara del Belice, Cerasuola e Biancolilla.

 

“L'esperienza maturata in altri settori dell'ambito agroalimentare - spiega Samantha Di Laura - ci ha permesso di entrare nel mercato degli oli extravergini di oliva con un packaging innovativo che ha ottenuto diversi riconoscimenti: è composto anche da una calamita che risulta poi essere un gradito gadget per gli acquirenti”. Quattro parole danno forma al marchio aziendale: “OLIO, OLIVE, LOVE e LIVE sono per noi il riferimento alle cose fondamentali del nostro lavoro, l'amore, la vita e l'olio buono”.

 

Un’azienda indubbiamente al passo coi tempi, attenta all’innovazione e alle tendenze del mercato, come conferma Samantha Di Laura: “il trend maggiormente in crescita è il benessere e la sostenibilità e per questo motivo nella nostra comunicazione poniamo l'accento su entrambi questi aspetti. Inoltre c'è una crescente attenzione verso gli oli di qualità, che va di pari passo con una certa diffidenza verso gli oli commerciali. Ma il prodotto è il risultato anche della filosofia che ci sta dietro - aggiunge - e noi poniamo l'uomo al centro delle nostre strategie, dall'agricoltore che deve avere la giusta remunerazione per il proprio lavoro, a chi utilizza il prodotto, che deve trarne piacere e benessere”. Un approccio che nasce da una profonda passione per la propria terra che “unita alla conoscenza del settore e all'esperienza professionale, diventa motore di sviluppo sostenibile per le persone e per il territorio”.